"Nessuno come l'Uomo chino sulla Materia comprende quanto Cristo, grazie alla sua Incarnazione,
sia dentro il Mondo, radicato nel Mondo fin nel cuore del più piccolo atomo."Pierre Teilhard de Chardin

"Personne autant que l'Homme penché sur la Matière ne comprend combien le Christ, par son Incarnation,
est intérieur au Monde, enraciné dans le Monde jusqu'au cœur du plus petit atome."
Pierre Teilhard de Chardin

sabato 7 aprile 2012

La promessa di un ciliegio in fiore

Foto di AfganistanMatters
Sabato Santo. Un grande silenzio avvolge la terra. Le promesse di felicità sembrano esser state definitivamente chiuse da una pesante pietra nel buio di un sepolcro.
Ho trovato la foto di questa piccola venditrice di uova afgana. Non ho immagine più parlante per rappresentare lo smarrimento dell'esperienza esistenziale di un "Sabato Santo" che seppellisce nel silenzio della morte e in un "non senso"colmo di dolore, le speranze di vita per noi e per quanti amiamo.
Nei lunghi giorni che da Natale a oggi il Signore mi ha concesso di vivere contemplando tanto da vicino il mistero della sofferenza, ho avuto la grazia di sperimentare la Luce di un mattino di Pasqua capace di squarciare in ogni istante il nostro buio.

Ringrazio il Signore per l'assaggio dei tanti mattini di Pasqua che in abbondanza mi ha regalato in questo tempo. Lo ringrazio per  Valeria, Vilma, Antonella, Silvana, Alessandra...  preziose compagne e vicine di stanza nei due ricoveri in ospedale. Per i medici e gli infermieri  e il personale che hanno avuto cura di me.
Lo lodo e lo benedico per la mia grande famiglia,  le tantissime persone care, gli amici di ogni angolo del mondo che con il loro affetto e la loro preghiera e la loro vicinanza mi hanno dato la forza di scorgere in ogni istante la promesse di vita di un ciliegio in fiore.



Lo ringrazio perchè anche quando il vento ha portato via  l'ultimo petalo di questa fioritura,  mi ha donato la possibilità di contemplare, in un ramo nudo, la promessa certa di fecondità, nascosta nelle timide gemme dei suoi frutti.
Il Signore è veramente Risorto! Il nostro Amato è qui, accanto a noi in ogni istante. Questo annuncio illumini della Luce del mattino di Pasqua le innumerevoli via crucis, i tanti calvari del mondo e silenzio profondo di ogni sabato santo e ci doni la forza di diventare testimoni credibili di questa Speranza!
L'augurio affettuoso di Buona Pasqua a tutti voi e a quanti portate nel vostro cuore! Vi abbraccio tutti e ciascuno con gratitudine immensa.

giovedì 8 marzo 2012

Lacrime di donna


Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più. » (Gr 31,15)
Mio Dio quanto dolore attraversa la terra!
E continua  il pianto di Rachele,  nelle lacrime di una moltitudine infinita di donne che lavano i rivoli del sangue dei figli che irrigano la terra. 
Eppure  la vita continua, con ostinata speranza, a prendere dimora nel grembo e nel cuore di tante donne.
Nutrita dalla provvidenza di Dio stesso, custodita da  un sottile velo di carne, la vita scorre come un fiume in piena, indifferente alle minacce dei fantasmi di morte,  risposta ultima alla follia degli uomini.
Credo che il segreto di questa capacità di osare la vita sia legata ad un dono unico che il Signore ha fatto alle donne: l'esperienza della potenza salvifica della prima volta in cui il suo sguardo è stato accarezzato da quello del figlio. Solo lei sa che questo istante è capace di trasfigurare il  dolore in gioia, le sue lacrime in vita. Grazie a tutte le donne! E una preghiera speciale a Maria per tutte in questo giorno dedicato a noi, affinchè  in ogni parte del mondo la donna sia amata e rispettata. Buona festa



domenica 1 gennaio 2012

Piccola Maria

Piccola Maria,
dolcezza racchiusa in uno scrigno di silenzio,
grembo offerto da sempre ad un annuncio di Gioia,
purezza che accoglie un’intimità inattesa,
deserto irrigato dalla rugiada del tuo Dio.

Piccola Maria,
castità perfetta donata all’ombra dell’Altissimo,
figlia, madre e sposa di un unico Signore,
splendore di bellezza che si innalza come lode,
tenerezza prostrata sul Segreto che ti colma.

Piccola Maria,
stupore che accarezza il volto dell’Amato,
mentre adagi il tuo Re su un trono di paglia.
Benedizione orante che contempla il miracolo
di un’umile grotta trasformata in reggia.

Piccola Maria,
Cuore Immacolato ricolmo di Sapienza,
madre del tuo Maestro fra i misteri della vita,
sguardo smarrito che interroga il cielo,
discepola del tuo Figlio sulla via del dolore.

Piccola Maria,
lacrime di madre unite al Sangue del tuo Cristo,
calice ricolmo di un Torrente di Salvezza,
speranza che tumula la promessa di un regno,
beatitudine che esulta nella Gloria del Risorto.

Piccola Maria,
Arca che custodisce un’Alleanza Eterna,
braciere in cui arde una fiamma d’amore,
verginità offerta ad una maternità infinita,
e sei Madre per sempre... Madre mia.    Anna M. Errera - Dicembre 1999

A tutti l'augurio di un Nuovo Anno colmo di serenità e di Pace. La piccola Maria di Nazareth custodisca e ci aiuti a portare a compimento ogni nostro desiderio di bene.

venerdì 23 dicembre 2011

NATALE 2011 "...finchè non ti tireremo fuori"

 «I’ll stay until we get you out» ovvero "Resterò qui finché non ti tireremo fuori". Sono state queste le parole pronunciate da Kevin Peck, un poliziotto americano che da qualche giorno è divenuto un eroe nazionale per aver compiuto un gesto semplice di umanità in un mondo che comincia a stupirsi di qualcosa che dovrebbe essere ovvio e normale. Sì, perchè l'eroismo dell'agente Peck sta nell'aver tenuto la mano ad una giovane mamma, Aryann Smith, mentre giaceva ferita e tremante sotto il pulman che l'aveva travolta. Aryann era scivolata  attraversando la strada ghiacciata per andare a prendere il figlio a scuola. L'autista di un pulmann non l'ha vista e l'ha trascinata per qualche metro prima di accorgersi che il suo veicolo avesse qualcosa che non andava.
Questo episodio mi è sembrato una bella immagine per la contemplazione del Mistero del Natale che ci apprestiamo a festeggiare.
Giorni fa, mentre allestivo il presepe,  ho sentito un brivido mettendo la Sacra Famiglia sotto un riparo di fortuna (stuoie coperte da una tenda realizzata con un telo, dono di un'amica africana mentre mi raccontava il dramma delle donne e dei bambini del suo Paese). E' diventato tanto normale deporre il Figlio di Dio in una mangiatoia  che ripetiamo questo gesto, ogni anno, come se fosse la cosa più ovvia di tutte. E allo stesso modo lasciamo quotidianamente scorrere immagini di miseria e dolore di milioni di persone nel mondo come fossero pupazzi colorati di un presepe davanti ai quali lasciare che il  nostro cuore si commuova per qualche istante per poi essere riposti con cura in attesa di un nuovo tempo per sentirsi buoni.
Pensavo alle tante persone di ogni angolo del mondo che amo profondamente e che vivranno questo tempo in condizioni di soffrenza di ogni genere: miseria, guerre, malattie, povertà, solitudine, abbandono... Situazioni drammatiche davanti alle quali sperimentiamo la nostra debolezza e la nostra impotenza. Certamente, come nel caso del poliziotto Peck, il più delle volte è impossibile rimuovere da soli ostacoli pesanti che schiacciano l'esistenza di tanta gente ma la sua storia sintetizza splendidamente cosa fare.
Innanzitutto siamo chiamati a chinarci su queste esistenze ferite contemplando in ogni fratello la Presenza del Signore che ha lasciato il Cielo per condividere la nostra fragilità, la nostra piccolezza, il nostro limite, le nostre soffrenze. Solo così possiamo comprendere la grandezza, la profondità e l'ampiezza di questo Amore che da onnipotente si lascia costringere nelle strette pareti di carne di un Bambino, per condividere il destino, le fatiche e le prove della vita di ogni creatura fino a lasciarsi trafiggere sul legno della Croce per dire a ciascuno "Resterò qui finché non ti tireremo fuori".
E anche noi, in attesa che la Salvezza arrivi a liberarci per sempre dall'ombra della morte,  siamo chiamati a seguire la stella splendente del Suo Amore e chinarci davanti ai milioni di presepi che, un quotidiano Natale, prepara in ogni angolo della terra.
Siamo invitati dal Mistero di Betlemme a chinarci su questi fratelli, prenderli per mano e scaldare il loro cuore assicurando loro la nostra umile presenza  dicendo loro: "Il tuo dolore è il mio, perchè ti amo. Resterò qui finché non ti tireremo fuori"
Questa vicinanza è preziosa ma non basta ancora.
Bisogna domandare aiuto di altri fratelli perchè ci diano una mano a rinuovere macigni cosi pesanti per spostare quelli che spesso, anche noi stessi, abbiamo contribuito a porre su di loro. Ma non dimentichiamo, allo stesso tempo, di implorare la venuta del Signore in nostro soccorso affinchè ci dia la forza compiere ciò che è in nostro potere e provvedere Lui stesso a rimuovere quelli che Lui solo, Signore  dell'impossibile è in potere di ribaltare.
E allora, in ogni notte, arrivati per mille strade davanti ad una grotta di pietra,  non vedremo un sepolcro e non sentiremo più gli angeli che annunciano "il Signore è risorto, non è qui". Non piangeremo più come Maria di Magdala credendo che qualcuno ci abbia portato via per sempre la nostra Speranza, la nostra Gioia, l' Amato del nostro cuore.  Una stella si poserà su questa grotta illuminando il Suo Volto, il volto dell'Emmanuele: un Bambino ci sorride riposando sereno nella sua mangiatoria perchè ha trovato finalmente nei nostri cuori una dimora degna di un Re  per essere per sempre il "Dio con noi".

E in quella notte sentiremo gli angeli cantare: " Gloria a Dio nell'Alto dei Cieli e Pace in terra agli uomini che Egli ama" e vedremo un' altra Maria, la piccola mamma di Nazaret, porgerci con le Sue mani il Figlio della  Promessa, Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi sussurrandoci:  "Resterò qui con te, sempre....finché non avrai uno sguardo capace di vedermi. E allora saprai che ti ho già tirato fuori da questo buio... per sempre" 

Amici carissimi, appuntamento a Betlemme, dunque...a mezzanotte in punto, e in ogni "notte" di questo Nuovo Anno, per unire al coro degli angeli le nostre voci.
Buon Natale a tutti!




martedì 29 novembre 2011

Il desiderio dei poveri


Avvento è il tempo dell'attesa. L'Attesa è lo spazio che ci separa dalla realizzazione dei nostri desideri.
Desiderare deriva da de-siderare: fissare con lo sguardo le stelle, alzare la testa verso quell'irraggiungibile luminoso che ci fa sollevare gli occhi verso il cielo. E seguendo una stella qualcuno  2011 anni fa è arrivato ai piedi di una grotta dove ha potuto contemplare il compimento del suo desiderio nella carne di un Bambino. 
Con la riflessione di Carlo Carretto  a tutti l'augurio di un tempo d'Avvento con il cuore colmo di desideri e la forza e il coraggio di seguire una stella.


 
"Ed  è vasto come l'oceano.
Ed è bello come la luce.
Ed è caldo come il fuoco.
Il "desiderio dei poveri" è la tensione dolorosa dell'uomo verso un sogno più grande di lui.
Questo capita quando Dio abita l'uomo e gli trasmette il suo calore.Nella debolezza e nel limite di un povero uomo passa lo stesso desiderio di Dio.È allora che, bloccato dalla malattia in un letto, percorri tutte le missioni del mondo e umiliato dal tuo peccato languisci dietro sogni di luce e di santità.
Non c'è limite al "desiderio dei poveri" quando entri nelle Beatitudini del Signore della Vita.
È in questo desiderio che essi riescono a identificarsi più da vicino alla stessa Vita, a penetrare nella sua Luce e anticipare su questa terra il suo Amore.
La maggior parte degli uomini su questa terra non riesce a realizzarsi nell' azione.
Chi per debolezza, chi per povertà, chi per ignoranza casca sul sentiero del fare. Sconfitto, umiliato, disoccupato non gli resta che piangere.
Ma dopo il pianto, dopo la "sofferenza" se riesce a capire chi è Dio e cosa vuole fare di lui e della sua povertà, scopre il segreto più grande della vita e del Regno: in Dio non conta fare o non fare, riuscire o non riuscire, conta amare.
E se il mio amore non si è realizzato nell'azione,  si realizza oggi nel mio desiderio di povero.
E se il mio amore non si è realizzato nel matrimonio si realizza nel sogno che avevo di lui.
E se il mio amore non si è realizzato nel celibato si può realizzare nella sete che avevo di lui.
Non c'è limite al desiderio e possiamo veramente dire:"Noi siamo i nostri desideri. Io ho ciò che ho desiderato".
NelI'azione ho scoperto il mio limite e la mia impotenza, nel desiderio ho realizzato il mio vero sogno, nel reale ho capito la terra, nel desiderio ho intuito il Regno.
Guai a noi se il Regno di Dio fosse il risultato dell' azione di tutti gli uomini. Oltre che essere una ingiustizia perché sarebbe il retaggio dei forti, degli intelligenti, dei capaci, dei furbi, sarebbe una ben piccola cosa.
No, il Regno di Dio è il risultato di un immenso desiderio nato nel cuore dei poveri e trasferito nel cuore squarciato del Povero per eccellenza: il Cristo"".
 (Carlo Carretto da Il deserto nella città)

lunedì 7 novembre 2011

Colmi di vastità

Oggi affido a S. Ignazio e ad Etty il mio cuore e a voi un po' di silenzio per ascoltare quello che vorrei donarvi e che gratuitamente e con amore infinito mi viene donato.



Dio mio, ti ringrazio perché mi hai creato così come sono. Ti ringrazio perché a volte posso essere così colma di vastità, quella vastità che non è poi nient'altro che il mio essere ricolma di te. Ti prometto che tutta la mia vita sarà un tendere verso quella bella armonia e anche verso quell'umiltà e quel vero amore di cui mi sento capace nei miei momenti migliori.  S. dice che in quei momenti noi siamo in contatto diretto con le forze creative e cosmiche che operano in ogni persona e dice che in definitiva quelle forze creatrici sono parte di Dio e si dovrebbe avere il coraggio di dirlo. (Etty Hillesum)
 Mon dieu, je te remercie de m’avoir faites comme je suis. Je te remercie de me donner parfois cette sensation de dilatation, qui n’est rien d’autre que le sentiment d’être pleine de toi. Je te promets que toute ma vie ne sera qu’une aspiration à réaliser cette belle harmonie, et à obtenir cette humilité et cet amour vrai dont je sens en moi la possibilité à mes meilleurs moments.  S. dit que en des moments comme ceux-là, nous sommes en pleine communion avec les forces créatrices et cosmiques qui agissent en tout homme. Et cette puissance créatrice est finalement une parcelle de Dieu. Encore fallait-il avoir le courage de l’exprimer ouvertement   (Etty Hillesum)

mercoledì 2 novembre 2011

Attesi da un Amore grande

Uniti nel ricordo dei nostri cari che dal Cielo continuano a vegliare su di noi...certi di rincontrarci in quell'Amore grande che a braccia aperte ci attende.


"Che cosa succederà dall'altra parte, quando tutto per me  si avvierà verso l'Eternità ... Non lo so!  Io credo, credo soltanto, che un grande Amore mi attende. Tuttavia so che allora, povero e nudo, io lascerò a Dio il compito di pesare la mia vita. Ma non pensate che mi dispererò ... No, io credo, credo fortemente che un  grande Amore mi attende. Adesso che la mia ora è vicina, che la voce dell'Eternità mi invita ad andare al di là del muro, quello che ho creduto lo crederò ancora con maggior forza in prossimità  della morte. E' verso un Amore che io cammino andandomene. E' verso il Suo Amore che io tendo le braccia, è nella vita che mi immergo dolcemente. Se io muoio non piangete, è un amore che piacevolmente mi prende. Se ho paura ... e perché no?   Ricordatemi spesso, semplicemente, che un Amore mi attende. Il mio Redentore mi sta aprendo la porta della gioia, della sua Luce. , Padre! Ecco io vengo verso di te come un bambino, io vengo a gettarmi nel Tuo amore, il Tuo Amore che mi attende." (San Giovanni della Croce)

"Ce qui se passe de l'autre côté, quand tout pour moi aura basculé dans l'Eternité... Je ne le sais pas ! Je crois, je crois seulement qu'un grand Amour m'attend. Je sais pourtant qu'alors, pauvre et dépouillé, je laisserai Dieu peser le poids de ma vie. Mais ne pensez pas que je désespère... Non, je crois, je crois tellement qu'un grand Amour m'attend. Maintenant que mon heure est proche, que la voix de l'Eternité m'invite à franchir le mur, ce que j'ai cru, je le croirai plus fort au pas de la mort. C'est vers un Amour que je marche en m'en allant, c'est vers son Amour que je tends les bras, c'est dans la vie que je descends doucement. Si je meurs ne pleurez pas, c'est un Amour qui me prend paisiblement. Si j'ai peur... et pourquoi pas ? Rappelez-moi souvent, simplement, qu'un Amour m'attend. Mon Rédempteur va m'ouvrir la porte de la joie, de sa Lumière.
Oui, Père ! voici que je viens vers toi comme un enfant, je viens me jeter dans ton Amour, ton Amour qui m'attend." S. Jean de la Croix