«I’ll stay until we get you out» ovvero "Resterò qui finché non ti tireremo fuori". Sono state queste le parole pronunciate da Kevin Peck, un poliziotto americano che da qualche giorno è divenuto un eroe nazionale per aver compiuto un gesto semplice di umanità in un mondo che comincia a stupirsi di qualcosa che dovrebbe essere ovvio e normale. Sì, perchè l'eroismo dell'agente Peck sta nell'aver tenuto la mano ad una giovane mamma, Aryann Smith, mentre giaceva ferita e tremante sotto il pulman che l'aveva travolta. Aryann era scivolata attraversando la strada ghiacciata per andare a prendere il figlio a scuola. L'autista di un pulmann non l'ha vista e l'ha trascinata per qualche metro prima di accorgersi che il suo veicolo avesse qualcosa che non andava.
Questo episodio mi è sembrato una bella immagine per la contemplazione del Mistero del Natale che ci apprestiamo a festeggiare.
Giorni fa, mentre allestivo il presepe, ho sentito un brivido mettendo la Sacra Famiglia sotto un riparo di fortuna (stuoie coperte da una tenda realizzata con un telo, dono di un'amica africana mentre mi raccontava il dramma delle donne e dei bambini del suo Paese). E' diventato tanto normale deporre il Figlio di Dio in una mangiatoia che ripetiamo questo gesto, ogni anno, come se fosse la cosa più ovvia di tutte. E allo stesso modo lasciamo quotidianamente scorrere immagini di miseria e dolore di milioni di persone nel mondo come fossero pupazzi colorati di un presepe davanti ai quali lasciare che il nostro cuore si commuova per qualche istante per poi essere riposti con cura in attesa di un nuovo tempo per sentirsi buoni.Pensavo alle tante persone di ogni angolo del mondo che amo profondamente e che vivranno questo tempo in condizioni di soffrenza di ogni genere: miseria, guerre, malattie, povertà, solitudine, abbandono... Situazioni drammatiche davanti alle quali sperimentiamo la nostra debolezza e la nostra impotenza. Certamente, come nel caso del poliziotto Peck, il più delle volte è impossibile rimuovere da soli ostacoli pesanti che schiacciano l'esistenza di tanta gente ma la sua storia sintetizza splendidamente cosa fare.
Innanzitutto siamo chiamati a chinarci su queste esistenze ferite contemplando in ogni fratello la Presenza del Signore che ha lasciato il Cielo per condividere la nostra fragilità, la nostra piccolezza, il nostro limite, le nostre soffrenze. Solo così possiamo comprendere la grandezza, la profondità e l'ampiezza di questo Amore che da onnipotente si lascia costringere nelle strette pareti di carne di un Bambino, per condividere il destino, le fatiche e le prove della vita di ogni creatura fino a lasciarsi trafiggere sul legno della Croce per dire a ciascuno "Resterò qui finché non ti tireremo fuori".
E anche noi, in attesa che la Salvezza arrivi a liberarci per sempre dall'ombra della morte, siamo chiamati a seguire la stella splendente del Suo Amore e chinarci davanti ai milioni di presepi che, un quotidiano Natale, prepara in ogni angolo della terra.
Siamo invitati dal Mistero di Betlemme a chinarci su questi fratelli, prenderli per mano e scaldare il loro cuore assicurando loro la nostra umile presenza dicendo loro: "Il tuo dolore è il mio, perchè ti amo. Resterò qui finché non ti tireremo fuori"
Questa vicinanza è preziosa ma non basta ancora.
Bisogna domandare aiuto di altri fratelli perchè ci diano una mano a rinuovere macigni cosi pesanti per spostare quelli che spesso, anche noi stessi, abbiamo contribuito a porre su di loro. Ma non dimentichiamo, allo stesso tempo, di implorare la venuta del Signore in nostro soccorso affinchè ci dia la forza compiere ciò che è in nostro potere e provvedere Lui stesso a rimuovere quelli che Lui solo, Signore dell'impossibile è in potere di ribaltare.
E allora, in ogni notte, arrivati per mille strade davanti ad una grotta di pietra, non vedremo un sepolcro e non sentiremo più gli angeli che annunciano "il Signore è risorto, non è qui". Non piangeremo più come Maria di Magdala credendo che qualcuno ci abbia portato via per sempre la nostra Speranza, la nostra Gioia, l' Amato del nostro cuore. Una stella si poserà su questa grotta illuminando il Suo Volto, il volto dell'Emmanuele: un Bambino ci sorride riposando sereno nella sua mangiatoria perchè ha trovato finalmente nei nostri cuori una dimora degna di un Re per essere per sempre il "Dio con noi".

E in quella notte sentiremo gli angeli cantare: " Gloria a Dio nell'Alto dei Cieli e Pace in terra agli uomini che Egli ama" e vedremo un' altra Maria, la piccola mamma di Nazaret, porgerci con le Sue mani il Figlio della Promessa, Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi sussurrandoci: "Resterò qui con te, sempre....finché non avrai uno sguardo capace di vedermi. E allora saprai che ti ho già tirato fuori da questo buio... per sempre"
Amici carissimi, appuntamento a Betlemme, dunque...a mezzanotte in punto, e in ogni "notte" di questo Nuovo Anno, per unire al coro degli angeli le nostre voci.
Buon Natale a tutti!